Basta procastinare, fallo e basta!

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Il tempo fugge, se non si sa come usarlo.

Come ormai ho ripetuto fin quasi alla nausea, Mindcheats è un blog poco più che personale: racconta le mie esperienze e i miei risultati nell’area della psicologia e della sociologia, condividendo quello che trovo più interessante in modo da aiutare anche gli altri. E ancora di più questo post, che racconta una specie di monologo interiore che mi sono fatto in questi giorni riguardo alla procastinazione, ovvero la poco simpatica abitudine di rimandare i propri impegni e doveri all’infinito, a meno che non si abbiano scadenze ben precise.

 

Un esempio lampante, dal quale poi è scaturito tutto il discorso che faccio qui di seguito, è questo stesso blog: nessuno mi obbliga a scrivere e nessuno mi paga (anzi, sono io che pago il noleggio del server), quindi nonostante la mia passione per l’argomento talvolta la voglia di scrivere latita. In special modo considerando lo scarso numero di visitatori e fan su Facebook, i risultati non sono quello che si possono definire appaganti.

 

Seppur con caratteri differenti, sono sicuro che molte persone hanno sperimentato o tutt’ora sono in una situazione del genere: si prende in mano un progetto grande ed ambizioso, ma pian piano lo si fa cadere nel nulla a causa della pigrizia. Per lo meno so che a me è successo numerose volte: ho una lunghissima serie di progetti in corso d’opera ma ben lungi dall’essere finiti, che restano lì a far la polvere in attesa che io mi decida a riprenderli in mano almeno una volta ogni tanto.

 

Ho già parlato di questo problema e di una soluzione per risolverlo: spezzettare gli obiettivi. Ma non sempre questo è possibile, e qualora lo fosse non è certo detto che la tecnica da sola basti per uscire da una situazione di stallo. Per quanto si presuppone che quello che volete fare vi dia alla fine dei benefici di qualche tipo (anche solo la soddisfazione personale), spesso questi non sono sufficientemente vividi e vicini nel tempo per costruire la spinta necessaria a superare tutte le difficoltà.

 

Beh dico io, magie a parte, è tutta una questione di convinzione personale: se non si è decisi e saldi nelle proprie intenzioni non c’è tecnica che tenga, non si riuscirà a portare a termine il proprio progetto. Si sente una specie di “obbligo morale” che ci dice di andare avanti, ma la voglia e poca.

 

È qui che, almeno io, inizio a cercare delle scuse più o meno valide per auto-giustificarmi a me stesso. Curiosa come cosa, perché visto che non c’è nessuno a controllarmi o a valutarmi non dovrei averne assolutamente bisogno. Eppure lo faccio, per attenuare il senso di colpa. Ci ho azzeccato non è vero? Anche voi provate il famoso senso di colpa quando dovete lavorare per raggiungere un vostro obiettivo, ma non avete la voglia di farlo.

 

Bisogna quindi interrompere questo pericoloso circolo vizioso ed iniziarne invece uno virtuoso più positivo per il nostro futuro: “hey, alla fine sono io che mi gestisco la mia vita, non è vero?” bisogna dirsi, e bandire le scuse. Perché queste poco credibili giustificazioni sono in realtà segno inequivocabile della nostra debolezza e non aiutano di sicuro la crescita personale. Riducete quindi il tutto ad una semplice domanda: “ho veramente abbastanza forza di volontà per andare fino in fondo e raggiungere miei obiettivi?” Se la risposta è sì, allora mettetevi subito al lavoro senza più cercare scuse! Se invece continuate a rimandare, potete anche lasciare definitivamente il vostro progetto: ogni grande obiettivo richiede un grande sforzo per essere realizzato, e lavorarci solo sporadicamente non porterà a nulla. A questo punto, forse, sarebbe il caso di ridimensionare un pochino le vostre ambizioni.

 

Sono stato un po’ troppo crudele? Forse sì, ma è questo quello che mi è venuto in mente quando ho pensato alla mia situazione. La risposta che mi sono dato? Ho scritto questo post. 😉 Se ti interessa l’argomento, puoi leggere quattro tecniche per smettere di procastinare.