3 consigli per mangiare bene all’estero spendendo poco

Negli anni ho sviluppato quello che chiamo il mio “naso”: quando vado in vacanza da qualche parte, riesco a trovare dei posti dove mangiare bene a poco prezzo.

Sarà che sto assumendo la mentalità americana, ma sono convinto che il cibo sia un aspetto fondamentale di qualsiasi viaggio culturale. Se vuoi capire veramente una cultura, devi capire il cibo che mangiano. Trovare l’equivalente estero della nostra pizza e birra chiara.

Non è difficile trovare dei posti dove mangiare bene a poco prezzo, basta seguire delle linee guida valide ovunque nel mondo: le ho applicate in Germania, Lettonia, Bulgaria, Turchia e Stati Uniti con ottimi risultati.

1 – Fai due passi fuori dai percorsi turistici

Pochi mesi fa ho fatto un giro turistico degli Stati Uniti: Peachtree City, Big Bear Lake, Davon, New York, Philadelphia. Poi in vacanza in Inghilterra a Exeter. In Turchia sono stato a Gaziantep ed Eregli, in Germania a Rosenheim, in Polonia a Breslavia.

In questi posti non mi devo troppo preoccupare delle trappole per turisti, perché non ce ne sono. Io sono un viaggiatore strano, mi piace andare in posti sconosciuti (New York a parte). Se tu sei più normale di me, andrai in posti conosciuti: Parigi, Londra, Berlino. Qui il tuo primo problema sarà evitare i turisti. Nulla di sbagliato: le città famose hanno i loro pregi e anche io le visito.

Io ho una discreta esperienza nel cibo per turisti: ho vissuto a Orlando, forse il posto più turistico del pianeta: ci sono Disneyworld, Universal Studios, Sea World e un’altra ventina di parchi minori. Al ristorante dove lavoravo ci sono quasi solo turisti.

Ho scoperto che essere turista significa vivere in una bolla fasulla nella quale non capisci niente del Paese che stai visitando: scoprire qualcosa di nuovo ti fa uscire dalla tua zona di comfort, troppo difficile, preferisci rimanere nella tua piccola scatola protetto dalla cultura a te più consona. Io la chiamo la non-vacanza.

Molte persone non vanno in vacanza in un altro Paese, si portano il loro Paese da un’altra parte: i villaggi turistici in Tunisia sono dei confezionati di negozi europei, persone europee, ristoranti europei e cultura europea. Non è quella la Tunisia.

Per questo se vuoi veramente imparare la cultura inglese e ampliare i tuoi orizzonti mentre viaggi, dovrai uscire dalla tua zona di comfort.

Se viaggi da solo, ancora meglio. Quando sono andato a Miami ero in solitaria: sono sceso dal bus, non sapevo dov’ero e non avevo piani. Mi sono messo a camminare, ho trovato l’oceano e ho camminato fino a South Beach. Poi ho incontrato dei locali che mi hanno indicato i posti migliori, mi hanno fatto fare un giro della città e abbiamo bevuto una birra insieme. Il giorno dopo ho preso l’autobus e ho scoperto come funziona il trasporto pubblico a Miami.

In due giorni ho scoperto la città più di quanto un turista classico farebbe in una settimana.

Se vuoi mangiare spendendo poco, devi fare la stessa cosa. Esci anche solo di qualche metro dai percorsi turistici: bastano cinque minuti per trovarsi immersi nella vera città, non la robaccia preconfezionata per turisti.

La logica è questa: a Parigi è pieno di turisti, ma è anche pieno di parigini. I residenti avranno voglia di mangiare fuori qualche volta, quindi ci saranno dei posti anche in pieno centro con buon cibo a poco prezzo. Saranno posti un po’ nascosti, ma ci sono di sicuro. Li ho trovati anche in piena Venezia, basta andare più in là di due isolati.

2 – Cerca i quartieri residenziali

In genere il centro storico non offre molte case: sono per lo più negozi e ristoranti per turisti, musei e cose così. Cerca i quartieri residenziali, dove abitano i cittadini. Lì ci sarà una concentrazione più bassa di turisti, e più ristoranti autentici che non siano trappole per turisti o McDonald’s.

Quando vivevo in Lettonia ho trovato una pizzeria italiana fantastica a poco prezzo dietro casa mia, a mezz’ora dal centro storico pieno di turisti. Dove si c’erano pizzerie italiane, ma meno buone e più costose.

3 – Cerca posti scuri

C’è una costante che ricorre sempre: meno un posto è luminoso, migliore è il cibo. Ci sono delle eccezioni, ma è incredibile come questa regola si ripresenti in ogni Paese del mondo.

Quando sono andato a Kissimmee, una località turistica poco fuori Orlando, dovevo decidere dove andare a pranzo. Fra tutte le catene con insegne luminose, ho scelto un piccolo ristorante oscuro nell’angolo: ho scoperto che era gestito da un immigrato dalla Costa Rica, con chef e staff di quel Paese. Ottimo cibo a poco prezzo, anni luce avanti rispetto ai fast food dai quali era circondato.

Se un ristorante può permettersi un’insegna luminosa enorme e milioni di luci e vetrate, significa che sta spennando i turisti. I posti piccoli, scuri e meno invitanti devono fare leva su un’altra qualità, che non sia il marketing, per far tornare i propri clienti: il cibo.

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