Prima di iniziare voglio precisare una cosa: queste regole NON devi studiarle. Devi leggerle e tenerle da parte.
In questo corso non dovrai mai studiare niente, nemmeno la grammatica. Non siamo a scuola, non hai il test alla fine. Leggi questo articolo, poi copia e incolla il testo e salvalo sul tuo computer. O prendi appunti sul quaderno, come preferisci (non fa differenza). Quando inizieremo a lavorare seriamente, tieni sempre a portata di mano le informazioni che sto per darti: quando non ti ricordi una regola grammaticale, vai a leggerla.
Non cercare di imparare tutto a memoria, è inutile. Lascia che sia l’esperienza a insegnarti come usare ciascuna regola.
Ripasso di grammatica
Partiamo dal facile, la grammatica italiana. Non c’è molto da dire: l’italiano lo sai, anche se non ti ricordi una regola in maniera formale la grammatica la sai per forza.
Ti bastano giusto quattro concetti in croce per capire il resto dell’articolo.
Ogni frase è composta da tre elementi cardine: soggetto, verbo e complemento (l’ultimo a volte manca, ma a noi non interessa). Il verbo è il fulcro di tutto: è l’azione descritta nella frase stessa e ce n’è solo uno per frase. Lo riconosci perché è ha la desinenza -are -ere o -ire: mangiare, parlare, bere, sapere, dormire, pulire.
Questi verbi vanno poi usati in una frase: perdono la desinenza originale, ossia vengono coniugati: io mangio, tu mangi, io mangiavo, io ho mangiato, mangiando, mangia.
Il soggetto è quello che compie l’azione descritta dal verbo: io, tu, Pierino. Il soggetto può essere composto da più di una parola o da più persone: il tizio che cammina sul marciapiede, quella persona con gli occhiali brutti, Leopoldo e Annibale, gli studenti della 4° C.
Il complemento è quello che invece subisce l’azione descritta dal verbo: valgono le stesse regole del soggetto, con la differenza che il complemento sta dopo il verbo e il soggetto prima. Il complemento è insomma tutto quello che viene dopo a soggetto e verbo. Esempio:
“Mindcheats (soggetto) sta diventando (verbo) un sito molto popolare (complemento).”
In inglese è la stessa cosa, ma molto più semplice.
Ed ecco qui tutta la grammatica che ti serve per iniziare. Facile, no?
Adesso passiamo all’inglese!
La persona, il verbo essere e avere
La persona è quella parola che ripeti a scuola quando studi i verbi: io sono, tu sei, egli è, noi siamo. Quei “io”, “tu”, “egli” e così via sono la persona. Ecco le loro controparti in inglese:
- Io – I (sempre in maiuscolo)
- Tu – You
- Egli (lui) – He
- Ella (lei) – She
- Esso – It
- Noi – We
- Voi – You
- Essi – They
Nota che “tu” e “voi” si traducono allo stesso modo in inglese con “you”, quindi devi intuire dal contesto della frase se è singolare o plurale. Qui a volte i traduttori online (a proposito, il migliore è Google Translate) si sbagliano, fai attenzione! Oltre a questo nota che la terza persona singolare varia a seconda che il soggetto sia maschio, femmina o indefinito: rispettivamente He, She o It. La regola è semplice: quando parli di una persona usi He o She (lui o lei), in tutti gli altri casi usi It. Ci sono delle eccezioni, ma per ora non ti interessano. Se sei indeciso, usa “it”.
Il resto segue l’italiano, quindi passiamo oltre.
Il verbo essere si comporta in maniera simile all’italiano, con qualche eccezione che ti spiegherò col tempo (e che imparerai da solo). Resta comunque un mattone fondamentale della lingua inglese, ed è anche il più difficile da imparare. Ma ti tocca. Eccolo nella sua forma presente (io sono, tu sei, egli è etc):
- I am
- You are
- He/she/it is
- We are
- You are
- They are
Nota che You (singolare e plurale), We e They usano tutti “are” come forma del verbo essere, mentre I e he/she/it sono diversi. Tieniti questo schemino da parte finché non impari a memoria il verbo essere; fallo con calma, non c’è fretta.
Il verbo avere (io ho, tu hai, egli ha) è la stessa cosa, ma più facile:
- I have
- You have
- He/she/it has
- We have
- You have
- They have
Il verbo avere è sempre uguale, tranne alla terza persona singolare che passa da Have a Has. Semplice.
I tempi verbali
Abbiamo già visto il presente dei due verbi più importanti: essere e avere. Adesso vediamo velocemente tutti i tempi dei verbi regolari, quelli che compongono il 95% della lingua inglese.
Presente
Il presente è il tempo base, quello che usi per le azioni che avvengono adesso. “Io mangio la torta”, “Stefano scrive per Mindcheats” sono verbi al tempo presente. In italiano sono difficili perché cambiano per ogni persona: io scrivo, tu scrivi, egli scrive… In inglese tutto è più facile. Uso il verbo “walk”, ossia camminare:
- I walk
- You walk
- He/she/it walks
- We walk
- You walk
- They walk
Guarda che bello, tutti uguali. Cambia solo la terza persona singolare alla quale si aggiunge la lettera S alla fine. Esistono alcune regole e a volte la parola cambia un po’, ma visto che sono le stesse del singolare/plurale te le spiego più avanti. Per il momento ricorda solo questo: tutto uguale, terza persona singolare con la S in fondo.
Passato prossimo
Il passato prossimo è quello più usato nell’italiano comune: “Sono andato in spiaggia”, “ho mangiato il gelato”. In inglese è poco usato soprattutto nel parlato, quindi andiamo veloci: si forma con il verbo avere al presente (te l’ho scritto sopra) più il verbo con il suffisso -ed. Quindi se il presente è “I walk” (io cammino) in inglese diventa “I have walked.” Quando scrivi in inglese tu non usarlo mai per ora.
È simile all’italiano, con la differenza che si usa il verbo avere invece che il verbo essere.
Passato remoto
Quando vuoi descrivere qualcosa al passato, usa sempre il passato remoto: è la forma di gran lunga più utilizzata in inglese.
Ed è di gran lunga la più facile, nemmeno te la elenco: basta aggiungere la desinenza -ed. Quindi walk diventa walked e hai già fatto il passato remoto: I walked, you walked, he walked e così via. In italiano è molto più complesso perché la desinenza cambia per ogni persona: io camminai, tu camminasti, egli camminò. In inglese no, è sempre uguale. Non puoi sbagliarti
Presente progressivo
È quello che in italiano si traduce con stare+gerundio: “Sto facendo il bucato”, “sto mangiando la torta”.
L’inglese è molto simile, ma sostituisce il verbo stare con il verbo essere. In più in italiano viene omesso il soggetto, perché si intuisce dalla frase: in teoria dovrebbe essere “Io sto facendo il bucato” e “Io sto mangiando la torta”, ma non si dice. In inglese devi sempre, sempre e ripeto sempre specificare il soggetto, in qualsiasi frase. Quando scrivi qualsiasi cosa, assicurati che ci siano sempre i due elementi portanti: soggetto e verbo. Se uno manca, hai sbagliato qualcosa. L’inglese è molto più rigido dell’italiano sotto questo aspetto.
Quindi traduciamo le due frasi qui sopra in inglese: “I am doing laundry” e “I am eating the cake”. Il gerundio in inglese si forma aggiungendo la desinenza -ing al verbo, fine. “Sto camminando” diventa “I am walking” (letteralmente “io sto camminando”).
Ricorda questa regola ma per il momento non usarla, usa solo il presente semplice. Non complicarti la vita.
Futuro
Il bello del futuro è che non devi sapere nessuna nuova desinenza: usa la parola “will” prima del verbo. Quindi:
- Io cammino: I walk
- Io camminerò: I will walk
In italiano la persona cambia la desinenza: io camminerò, tu camminerai, egli camminerà. In inglese rimane uguale: I will walk, you will walk, he will walk. Niente di più semplice.
In realtà ci sono altri due modi per formare il futuro:
- I am going to walk (io sto per camminare);
- I am walking (io camminerò).
Per ora ignorali bellamente, non ti interessano. Ma se li incontri sai come tradurli.
Tre tempi verbali
L’italiano è pieno di tempi verbali: presente, passato, trapassato, imperfetto, gerundio, imperativo, participio (presente e passato) e cose così.
In inglese ce ne sono tre:
- Presente;
- Passato;
- Participio passato.
Più il gerundio, che come hai visto si forma aggiungendo -ing alla fine (walk – walking). Il presente è la forma normale del verbo, quella che trovi sul dizionario. In italiano nel dizionario trovi l’infinito, in inglese trovi il presente (anche perché presente e infinito sono la stessa cosa – basta aggiungere la parola “to” e passi da presente a infinito: “to walk”).
Ancora più bello: passato e participio passato sono la stessa parola nel 90% dei casi. Il passato di “walk” è “walked”, il participio passato di “walk” è sempre “walked”. Facile, no? Cambia solo nei verbi irregolari, come essere e avere.
Il verbo essere è quello più bastardo perché cambia a seconda della persona, rendendolo simile all’italiano. Il passato è (io fui, tu fosti, egli fu):
- I was
- You were
- He/she/it was
- We were
- You were
- They were
Non c’è nessuna regola, devi impararlo e basta. Attenzione a non confondere “were” con “where”, sono due parole completamente diverse!
Il verbo avere al passato è tutto uguale, ma non aggiunge -ed come gli altri. Non si dice “haved”, si trasforma completamente e diventa “had”.
Il participio passato del verbo essere è “been”, mentre quello del verbo aver rimane “had”.
I verbi irregolari
Qui non te li sto ad elencare tutti, che l’articolo è già lungo. Ti rimando a questa tabella. Li imparerai col tempo, alcuni non ti interessano perché non vengono mai usati. Tieni pronto quest elenco quando devi tradurre dall’inglese all’italiano altrimenti farai fatica a capire, ma anche se non li usi quando scrivi in inglese non muore nessuno, un inglese ti capirà lo stesso.
Singolare e plurale
Abbandoniamo i verbi adesso, che ne abbiamo già abbastanza. Passiamo a vedere come fare singolare e plurale delle parole.
Niente di più semplice, basta osservare qualche regola.
Il plurale di una parola si forma aggiungendo la lettera S alla fine. Semplice no? “Chair” (sedia) diventa “Chairs”, “bag” (borsa) diventa “bags”. Con solo due eccezioni:
- Se la parola finisce con S, H, X, Z, O aggiungi -es invece che -s: “abyss” (abisso) diventa abysses”;
- Se la parola finisce con Y preceduto da una consonante, la Y diventa I e si aggiunge -es. “Study” (la stanza da studio) diventa “studies”. Se la Y è preceduta da vocale aggiungi S semplicemente: “ray” (raggio) diventa “rays”.
Ci sono verbi irregolari che cambiano completamente, ma li imparerai col tempo. Puoi leggere un riassunto su questa pagina.
Negative e interrogative
Per formare una negativa aggiungi “do not” o la sua forma contratta “don’t” fra soggetto e verbo, semplice. “I walk” (io cammino) diventa “I don’t walk” (io non cammino). Se il soggetto è alla terza persona singolare, aggiungi “does not” o la forma contratta “doesn’t”. Ricordi che alla terza persona singolare devi aggiungere S in fondo al verbo? Nelle negative e interrogative questa caratteristica viene assorbita dal “don’t” che diventa “doesn’t”, quindi il verbo rimane uguale: si dice “he doesn’t walk” e non “he doesn’t walks”.
La parola “non” si traduce con “not”, mentre il “do” è un verbo inutile che accompagna sempre il “not” altrimenti si sente solo (non esiste spiegazione logica, è così e basta – negative e interrogative hanno sempre il “do”).
L’unica eccezione è il verbo essere, dove non serve la parolina “do”: “You are here” (tu sei qui) diventa direttamente “You are not here” o la forma contratta “you aren’t here”.
L’interrogativa è simile alla negativa. Anche qui ricompare il verbo inutile “do”, che va messo all’inizio della frase. Tutto il resto rimane uguale.
Quindi un “You like apples” (ti piacciono le mele) diventa “Do you like apples?” ossia “ti piacciono le mele?” In italiano rimane la frase uguale e aggiungi alla fine un punto interrogativo, in inglese devi mettere anche il “do” iniziale.
Anche qui vale la regoletta della terza persona singolare: si dice “does he like apples?” e non “does he likes apples?”
Per il verbo essere non si aggiunge “do” nemmeno qui, basta invertire soggetto e verbo: “you are here” (tu sei qui) diventa “are you here?”
Puoi combinare negativa e interrogativa nella stessa frase: “don’t you like apples?” (non ti piacciono le mele?”).
Genitivo sassone
La particella “di” si traduce in inglese con “of”:
- Chiavi di casa – Keys of the house
- Macchina di Asdrubale – Car of Asdrubale
Qui gli inglesi fanno di testa loro e decidono di non usare questa formula semplice come in italiano. È grammaticalmente corretta, ma viene usata poco. Omettono la particella “of” e invertono le due parole:
Chiavi di casa – The house keys
Okay, una regoletta semplice, basta vederla qualche volta per impararla. La difficoltà sta nel genitivo sassone: se hai studiato latino sei a posto, si comporta più o meno come il genitivo.
Quando qualcosa appartiene a qualcuno, si introduce questa specifica particella che viene usata solo ed esclusivamente in questo caso. Come l’esempio qui sopra, “Macchina di Asdrubale”. La proprietà della macchina è di Asdrubale, quindi si aggiunge il genitivo sassone all’oggetto della proprietà (la macchina):
“Asdrubale’s car”
È un semplice ‘s (apostrofo e S) da appiccicare alla parola.
Dire “Asdrubale car” è sbagliato, perché non ha il genitivo sassone.
Non perderci il sonno su questa regola: se la incontri impara a riconoscerla, ma un inglese ti capirà lo stesso anche se non la usi quando parli o scrivi.
“It” e “there” impersonali
Ti ho detto che devi sempre mettere il soggetto in una frase inglese, ma cosa succede quando il soggetto non esiste? Due esempi in italiano:
- Piove
- C’è il sole
Non ci si scappa, il soggetto non c’è. Cosa faccio? Gli inglesi risolvono il problema mettendo una terza persona singolare per tappare il buco:
- It rains – Piove
Il c’è è una abbreviazione dell’ormai inutilizzato “ci è”, che va tradotto letteralmente in inglese:
- There is – Ci è (c’è)
- There is a rat in the car – C’è un ratto nella macchina
Non c’è molto altro da dire in proposito.
Articoli determinativi e indeterminativi
Gli articoli determinativi in italiano sono sei:
- Il
- Lo
- La
- I
- Gli
- Le
In inglese si traducono tutti con la stessa parola: “the”.
Gli articoli indeterminativi sono tre:
- Un
- Uno
- Una
In inglese si traducono tutti con una parola: “a”, che diventa “an” quando anche la parola successiva inizia con A.
Semplice!
Contrazioni
Esistono anche in italiano, ad esempio:
- L’auto
- Un’estetista
In inglese ce ne sono di tre tipi:
- “Is” diventa ‘s e si attacca alla parola prima: “he is” diventa “he’s”;
- “Not” diventa “n’t” e si attacca alla parola prima: “you are not” diventa “you aren’t”;
- “Will” diventa ‘ll e si attacca alla parola prima: “you will” diventa “you’ll”
Ce n’è un quarto specifico: “are” (coniugazione del verbo essere) diventa ‘re e si attacca alla parola prima: “You are” diventa “You’re”. Annotazione: qui molti inglesi si sbagliano e scrivono “your” quando dovrebbero scrivere “you’re” perché si pronunciano allo stesso modo. In realtà significano cose ben diverse, è qui che puoi dire di conoscere l’inglese meglio di un inglese.
Fai attenzione a non confonderti!
Comparativo e superlativo
Il comparativo si usa quando vuoi relazionare qualitativamente due elementi:
- Paolo è più simpatico di Leopoldo;
- Queste scarpe sono meglio di quelle.
In inglese ci sono due modi per tradurre il comparativo.
Il primo si usa con le parole corte, una sillaba: basta aggiungere -er alla fine della parola. Quindi “high” (alto) diventa “higher” (più alto).
Le parole più lunghe sono semplici: si usa la parola “more” che si traduce letteralmente con “più”. “Comfortable” (comodo) diventa “more comfortable” (più comodo). Esattamente come l’italiano, non puoi sbagliare.
L’unica eccezione è “good” (buono), che diventa “better” (meglio).
Traduciamo le due frasi qui sopra in inglese:
- Paolo is nicer than Leopoldo;
- These shoes are better than those.
Il superlativo lo usi quando vuoi dire che qualcosa ha una qualità superiore a tutti gli altri elementi di un gruppo. Due esempi:
- Paolo è il più simpatico dei mie amici;
- Queste scarpe sono le migliori del negozio.
Si compone allo stesso modo del comparativo, con la differenza che la desinenza “-er” diventa “-est” e “more” diventa “most”. Quindi “highest” e “most comfortable” negli esempi che ho fatto. Good è sempre la solita eccezione e diventa “best”. Traduciamo?
- Paolo is the nicest of my friends;
- These shoes are the best in the shop.
Conclusione
Stampati queste informazioni e tienile da conto, sono le sole basi di grammatica che ti servono per imparare l’inglese con il mio metodo dinamico.
Non studiarle, leggile e basta. Quando ti servono, vai a controllarle!
Questo articolo è un estratto della mia guida completa: clicca qui per scaricarla subito.